Vaselina sul viso: il trend dello slugging divide gli esperti skincare

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Negli ultimi mesi, sui social è esploso un nuovo trend skincare che promette una pelle luminosa, nutrita e levigata come quella delle donne coreane. Si chiama slugging e consiste nello spalmare sul viso uno strato generoso di vaselina per trattenere l’idratazione e potenziare l’effetto dei prodotti applicati in precedenza.
A prima vista può sembrare un rimedio miracoloso per ottenere la tanto desiderata glass skin, ma non è tutto oro ciò che luccica: lo slugging può avere diverse controindicazioni, soprattutto se praticato ogni giorno.

Cos’è lo slugging e come funziona

Lo slugging nasce nel mondo della K-beauty ed è diventato virale su TikTok e Instagram. L’idea è semplice: creare una barriera occlusiva che impedisca all’acqua di evaporare dalla pelle, mantenendola morbida e idratata.
Per farlo, si utilizza la vaselina, ma molti la sostituiscono con burro di karité o cera d’api, altre sostanze con proprietà simili.

Il procedimento prevede di applicare la vaselina come ultimo step della skincare serale, dopo detergente, tonico, siero e crema idratante. In questo modo, tutti gli attivi rimarrebbero “sigillati” sotto il film protettivo, aumentando l’efficacia del trattamento.

Perché lo slugging non è sempre una buona idea

Nonostante la popolarità online, diversi dermatologi mettono in guardia da un uso eccessivo o improprio di prodotti occlusivi. La vaselina, pur avendo un effetto emolliente, non lascia respirare la pelle e può peggiorare alcune condizioni cutanee.

Su una pelle grassa o acneica, per esempio, la barriera che si crea può favorire la produzione di sebo, causando brufoletti, punti neri e irritazioni. Anche chi ha la pelle mista o sensibile dovrebbe fare attenzione, perché l’occlusione può trattenere impurità e peggiorare la situazione.

Inoltre, se nella propria routine sono presenti esfolianti chimici o retinoidi, lo slugging può diventare controproducente: la combinazione con sostanze occlusive aumenta il rischio di rossori e sensibilizzazione.

Quando lo slugging può essere utile

In alcuni casi, questa pratica può offrire benefici reali, ma solo se usata in modo mirato e temporaneo.
Applicare un velo di vaselina può aiutare a riparare zone particolarmente secche o screpolate, come labbra, gomiti, mani o aree colpite da xerosi, psoriasi o dermatiti.

Tuttavia, lo slugging non è pensato per l’intero viso e non dovrebbe essere un passaggio quotidiano.
Meglio considerarlo come un trattamento occasionale, da riservare alle emergenze cutanee o ai periodi di forte disidratazione, ad esempio durante l’inverno o dopo esposizioni prolungate al vento e al freddo.

Cosa c’è davvero nella vaselina

La vaselina, il prodotto più usato per lo slugging, è una sostanza di origine sintetica derivata dal petrolio (nome INCI: Petrolatum).
È impiegata in cosmesi per il suo potere emolliente e filmogeno, cioè la capacità di creare una pellicola che impedisce la perdita d’acqua.

Proprio questa caratteristica la rende efficace ma anche controversa: la sua natura occlusiva, infatti, può ostacolare la normale traspirazione cutanea.
Per questo motivo, non tutti i brand la inseriscono più nelle proprie formulazioni e molti consumatori preferiscono alternative vegetali, come burri o cere naturali, che offrono un effetto simile ma con una texture più leggera e un impatto ambientale minore.

Alternative più delicate per una pelle idratata

Chi desidera ottenere una pelle luminosa e compatta può affidarsi a metodi meno aggressivi dello slugging.
Ecco alcune alternative consigliate dagli esperti skincare:

  • Oli vegetali leggeri come jojoba o squalano, che idratano senza occludere i pori.
  • Maschere notte idratanti, formulate con ceramidi e acido ialuronico.
  • Sieri umettanti da usare prima della crema, per trattenere meglio l’acqua nella pelle.
  • Creme barriera con niacinamide o pantenolo, perfette per rinforzare la barriera cutanea senza effetto “film plastico”.

Questi prodotti permettono di ottenere una pelle luminosa e rimpolpata senza ricorrere a soluzioni estreme.

Cosa ricordare prima di provare lo slugging

Chi vuole sperimentare questa tendenza dovrebbe tenere a mente alcune regole base:

  1. Usare la vaselina solo su pelle perfettamente pulita.
  2. Evitare l’applicazione su zone acneiche o infiammate.
  3. Non combinarla con acidi esfolianti o retinoidi.
  4. Limitare lo slugging a una o due volte a settimana, solo se necessario.
  5. Rimuovere con cura ogni residuo al mattino, usando un detergente delicato.

Seguendo questi accorgimenti, è possibile ridurre il rischio di reazioni e preservare la salute della pelle, mantenendola idratata senza soffocarla.

Il giusto equilibrio è la chiave

Lo slugging può dare un effetto “pelle di vetro” temporaneo, ma non è adatto a tutti.
Come per ogni tendenza skincare, la moderazione è essenziale.
Un eccesso di prodotti occlusivi rischia di compromettere l’equilibrio cutaneo e peggiorare le imperfezioni, soprattutto se applicato ogni giorno o senza valutare il proprio tipo di pelle.

Chi cerca davvero una pelle sana e luminosa dovrebbe concentrarsi su idratazione costante, detergenti delicati e protezione solare, piuttosto che inseguire mode del momento.

La vaselina può essere un alleato, ma solo se usata con buon senso e nel contesto giusto.

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